Patto per Tuscania

Regino Brachetti
Icona RSS Icona email Icona home
  • L’ISOLA PEDONALE TRASFORMA VIA ROMA IN UN DESERTO.

    Pubblicato il febbraio 23rd, 2010 admin Nessun commento

    “Un provvedimento dannoso, cervellotico, ed estemporaneo, che va a penalizzare una zona a forte vocazione commerciale, senza portare alcun vantaggio alla viabilità complessiva della città”.

    Così gli esponenti della Rosa per l’Italia-Udc, di Tuscania giudicano la decisione dell’Amministrazione Comunale, di perseverare nel tenere chiuse Via Roma e Via Torre di Lavello, al traffico veicolare, nei fine settimana, e nei prefestivi e festivi, anche nel periodo invernale.

    “Avremmo potuto comprendere il provvedimento, che per altro potrebbe essere utile in estate, se questo fosse stato inserito in un più ampio progetto di razionalizzazione della viabilità, nel centro storico di Tuscania – prosegue la nota – ma così com’è, con la sola prescrizione prevista per un’unica zona, riteniamo la misura dannosa e inefficace, in una stagione in cui maltempo e minori flussi turistici già riducono il movimento. Non comprendiamo, infatti, perché le numerose attività commerciali e di ristorazione che si trovano nell’area (8 ristoranti, 1 albergo, 1 bar, una yogurteria, più altri negozi, che hanno visto contrarsi sensibilmente gli incassi) devono fare i conti con il divieto di accesso, esteso per altro fino alla mezzanotte dei giorni indicati, mentre gli altri esercizi del centro storico sono esclusi da qualsiasi forma di limitazione del traffico. E’ evidente che così com’è concepito, il divieto è solo una forma di pesante penalizzazione del tessuto commerciale di Via Roma e Via Torre di Lavello, come, per altro, dimostrano i forti malumori che stiamo registrando tra gli addetti ai lavori. Del resto questa Amministrazione sta confermando la propria inadeguatezza a fronteggiare le necessità della città, pure a causa dell’incapacità di mantenere quanto promesso in campagna elettorale. E’ questo il caso, sempre per restare in tema di viabilità, della mancata abolizione del ticket annuo di 20 euro per i parcheggi dei residenti. Nonostante prima delle elezioni la lista del sindaco si fosse impegnata ad abolire il balzello, questo è ancora ben presente, con l’Amministrazione che sta provvedendo, anche in questi giorni, a incassarne i proventi, con l’ulteriore aggravio, per i cittadini, di un euro e 10 centesimi del bollettino postale usato per il pagamento” conclude la nota.

  • TUSCANIA NON HA BISOGNO DELLA ”GUARDIA PADANA”

    Pubblicato il febbraio 7th, 2010 admin Nessun commento

    2219448808_42b44d15a4_o“Guardia civile, addestramento paramilitare: sempre di ronde si tratta, e le ronde non solo non danno più sicurezza ai cittadini, ma sviliscono anche il ruolo e la funzione delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine, unici professionisti accreditati a garantire la serenità e l’incolumità delle persone, compito svolto, spesso, al prezzo di enormi sacrifici personali. Nessuna forma di addestramento, infatti, può avvicinare dei dilettanti alla professionalità di chi ha scelto la protezione del prossimo come mestiere e, in molti casi, per vocazione”.

    E’ secca e determinata la contrarietà degli  esponenti del “Patto per Tuscania”, alla proposta dell’assessore Maccarri, di istituire una sorta di corpo di vigilanza paramilitare, come forma di tutela dopo i ricorrenti episodi di criminalità che si sono verificati sul territorio cittadino.

    “La proposta di Maccarri è paradossale: mentre a livello centrale si  tagliano risorse alle forze dell’ordine, con il conseguente pericolo di un ridimensionamento della capacità di queste di operare, si pensa, a livello locale,  all’impiego di organizzazioni e strutture del tutto impreparate a qualsiasi azione di ordine pubblico – proseguono gli esponenti del Patto per Tuscania – l’unico effetto reale di tale situazione, se ciò si concretizzasse, sarebbe la sovrapposizione di attribuzioni e di funzioni, con il probabile intralcio dell’azione di controllo e prevenzione svolta dagli operatori delle forze dell’ordine, di cui a fare le spese sarebbe la tranquillità dei cittadini, oltre che la dignità delle donne e degli uomini incaricati istituzionalmente di tutelare la pubblica sicurezza. Se davvero l’Amministrazione Comunale vuole fare qualcosa per la sicurezza dei tuscanesi, metta gli agenti della Polizia locale nelle migliori condizioni di lavorare e ne rafforzi i mezzi. Riteniamo che Tuscania non abbia bisogno di “Guardie Padane” in salsa maremmana, né di corpi di vigilanza personali: bisogna, viceversa, sostenere gli operatori delle forze dell’ordine presenti sul territorio, manifestando loro anche la fiducia e la riconoscenza che meritano”.

  • L’IMPEGNO SOCIALE PER UN SINDACO NON è UN FATTO FACOLTATIVO MA OBBLIGATORIO!!!!

    Pubblicato il febbraio 3rd, 2010 admin Nessun commento

    “Avevamo il sospetto che il sindaco Natali non avesse ben compreso il senso delle nostre sottolineature, rispetto alle sue dichiarazioni sul trasferimento dei fondi per il centro Alzheimer, e su altri interventi che riguardano opere in corso di realizzazione a Tuscania. La sua piccata e inconsistente replica ai nostri appunti ce l’ha confermato. Nascondendosi dietro il supposto impegno quotidiano a favore della cittadinanza, come se questo non fosse un obbligo ben preciso che viene assunto da chi viene eletto sindaco, Natali svicola, evitando accuratamente di toccare il punto centrale delle nostre critiche: ovvero, che dando una caratterizzazione partigiana a questioni che toccano l’intera collettività tuscanese, rischia di rompere il prezioso e delicato equilibrio che è stato raggiunto all’interno dell’amministrazione sugli argomenti di interesse generale, passati sempre all’esame dell’aula con l’unanimità dei gruppi presenti.

    Se c’è qualcuno che in questa vicenda ha usato toni propagandistici, dunque, questo è stato il sindaco, a cui certo non sfuggirà la differenza che c’è tra il parlare all’interno dell’aula consiliare, e il fare dichiarazioni alla stampa (a tal proposito, sarebbe curioso sapere quale è il concorso indetto da Regino Brachetti che ha fatto perdere soldi al Comune). Nessuno qui sta a cercare primogeniture, anche perché in questo caso lui arriverebbe ben ultimo, come “utilizzatore finale” del lavoro degli altri: il nostro scopo è stato solo quello di rilevare una grave caduta di stile, (che, a quanto pare, lui nemmeno ha ben compreso), per evitare che questo si ripeta in futuro. A meno che, come lui stesso sempre confermare involontariamente, escludendo la sua meraviglia per la nostra reazione, non ci sia da parte sua malafede, o altro”.

    E’ questa la replica degli esponenti del “Patto per Tuscania”, ai rilievi del primo cittadino dopo la polemica sul trasferimento dei fondi per il centro Alzheimer e su altri interventi.

  • IL SINDACO NATALI DIMENTICA IL CLIMA DI CONCORDIA ISTITUZIONALE CHE AIUTA LA SUA AMMINISTRAZIONE E TUSCANIA.

    Pubblicato il gennaio 25th, 2010 admin Nessun commento

    “Siamo rimasti spiacevolmente sorpresi dalle dichiarazioni del sindaco Natali, fatte a proposito del trasferimento dei fondi al Comune di Tuscania, da parte della Regione Lazio, per la realizzazione del centro Alzheimer. A fronte di una notizia che conforta e gratifica l’intera città, e fa segnare uno snodo fondamentale, per il compimento di un’operazione travagliata, che sembra ormai aver imboccato il tratto conclusivo, il primo cittadino ha dimenticato di citare in maniera, a nostro avviso, improvvida, tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per raggiungere tale obiettivo. Ovviamente non doveva fare nomi o citazioni particolari: bastava semplicemente che avesse ricordato il clima di concordia istituzionale che ha accompagnato le recenti fasi dell’operazione. Invece, nemmeno una parola su tutto ciò, come se la cosa non lo riguardasse, o fosse scontata.

    Ci sembra opportuno ricordare, quindi, che il finanziamento per il centro Alzheimer (per onestà va ricordato che fu reperito in una Finanziaria nazionale dall’allora senatore Michele Bonatesta) era da anni immerso nei meandri del bilancio regionale, e che fu Regino Brachetti, nella veste di assessore regionale, a riesumarlo, così come fu l’Amministrazione Comunale di cui lui faceva parte allora, a riportare d’attualità un progetto che sembrava perso. Ma soprattutto va ricordato che sul progetto è stata registrata, sempre l’unanimità del consiglio comunale, con una convergenza che ha superato qualsiasi “marcatura” politica. Il voler evidenziare “collaborazioni privilegiate” con l’assessore agli Annunci, Giuseppe Parroncini, come ha fatto il sindaco, con una evidente caduta di stile, ci sembra, quindi, del tutto fuori luogo. Del resto, non è la prima volta che ciò accade: nelle scorse settimane abbiamo osservato un comportamento analogo, nei casi delle roboanti notizie che hanno riguardato la copertura della ex Chiesa di S. Francesco; il recupero delle mura castellane; quello della rupe di via dell’Olivo (sempre per onestà, progetto precedente alla nostra amministrazione). Interventi per circa un milione e mezzo di euro complessivi, arrivati a Tuscania sempre in virtù dell’impegno di Regino Brachetti. Ma tant’è: nelle sue analisi partigiane, il sindaco Natali sembra rievocare la macellaia Parisina del delizioso film “Non ci resta che piangere”, pronta ad attribuire al perdigiorno Mario (Troisi), i meriti del compagno di viaggio Saverio (Benigni)”.

    E’ questo il commento degli esponenti del “Patto per Tuscania”, alle dichiarazioni del sindaco Natali, a proposito del trasferimento dei fondi per il centro Alzheimer e di altri interventi pubblici in via di realizzazione.

  • PRIMA I CONTROLLI DI LEGALITA’ POI I CRITERI PER L’ASSEGNAZIONE DELLE CASE POPOLARI.

    Pubblicato il gennaio 15th, 2010 admin Nessun commento

    3144001814_39a62448f2_b

    Marco Quarantotti (“Patto per Tuscania”)risponde alla proposta dell’assessore  all’Urbanistica Stefano Maccarri di rivedere i criteri di assegnazione delle case popolari che dovrebbero comprendere, oltre la valutazione del reddito, anche gli anni di  residenza nel comune: maggiori gli anni di residenza a Tuscania, maggiore il diritto ad una casa popolare. “La proposta di Maccarri ci suona tanto come spicciola demagogia popolare-dichiara Quarantotti- che sembra guardare ad obiettivi elettorali più che alle reali problematiche del caso che è stato a mio parere valutato superficialmente”. In che senso? Si spieghi meglio. “ Se c’è un problema per riuscire a soddisfare tutte le richieste di case popolari, allora bisognerebbe iniziare a far rispettare le graduatorie esistenti basate sul reddito o a far sloggiare i tanti abusivi che, infischiandosene delle graduatorie, hanno occupato abusivamente le case e da anni vi vivono indisturbati. Quello dell’occupazione abusiva  è l’unico vero problema delle case popolari di Tuscania. Un problema che mi ha toccato da vicino-continua Quarantotti- la casa dei miei nonni fu occupata abusivamente allla morte di mia nonna prima che avessimo il tempo di portare via i suoi oggetti personali, mobili e cose, l’attuale proprietaria non ci ha permesso di riprenderceli..” L’assessore Maccarri adduce come motivo della nuova proposta lo scongiurare che i quartieri poplari si trasformino in “ghetti abitati da extracomunitari”.. la proposta ha quindi un carattere sociale prima che di utilità.. “Un carattere sociale che mi auguro non venga condiviso dai cittadini di Tuscania.. Cosa vogliamo fare? Calcare le orme leghiste ed iniziare a cavalcare l’onda della xenofobia? Chiediamoci piuttosto come potrebbe essere applicata tale proposta. E’ inutile essere ipocriti, oggi la manodopera proviene quasi interamente dai paesi più poveri, comunitari e non,  manodopera provvidenziale per tante delle nostre piccole e medie imprese. Dove dovrebbe risiedere tale manodopera che spesso arriva in paese con le tasche vuote, secondo l’assessore Maccarri? Se una legge del genere venisse applicata in tutta Italia si avrebbe un danno enorme all’economia.. Ha mai pensato l’assessore a come tale proposta sia completamente contraria alla logica della mobilità secondo la quale ormai si muovono i nostri mercati e la nostra società. Un giovane italiano del Sud, senza lavoro, si reca in qualche cittadina del nord per cercare lavoro, chiede una casa popolare e se la vede rifiutare perché  non risiede da dieci anni nel comune dove magari ha finalmente trovato un lavoro.. Cosa rispondere? Magari tra dieci anni a quel giovane non sarebbe servita più una casa popolare, magari tra dieci anni, lavorando, potrebbe permettersi di comprare una casa e allo stesso tempo di non far dormire in strada i suoi figli..” Pensiamo di Aver capito bene il suo punto di vista.. Cosa ci dice per concludere? “ Per concludere posso soltanto dire che purtroppo la povertà non ha nazionalità..e la povertà deve rimanere l’unico criterio per affidare alloggi popolari sia ai nostri connazionali che agli altri.. è proprio il criterio del reddito, l’unico a mio parere da considerare in questi casi, che viene calpestato dagli occupatori abusivi con la tacita copiacenza che troppo spesso caratterizza chi ci amministra”.

    Valeria Sebastiani

  • RISPOSTA DEL SINDACO MASSIMO NATALI ALL’INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE REGINO BRACHETTI IN DATA 28/08/2009 – IL CONSIGLIERE BRACHETTI INSODDISFATTO.

    Pubblicato il settembre 30th, 2009 admin Nessun commento

    Con riferimento all’interrogazione depositata agli atti di questo Comune in data

    28/08/2009,

    Premesso che

    -L’Art.12 comma i del D.Lgs.vo 387/03 cita : “ La opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli stessi impianti, autorizzate ai sensi del comma 3, sono di pubblica utilità ed indifferibili e urgenti

    -Tutta la documentazione tecnica identificativa del progetto e dei suoi aspetti relativi sia alle emissioni che a quant’altro previsto dalla normativa vigente, anche in materia di inquinamento ambientale, prima delle varie Conferenze di servizi, era stata inviata dalla Provincia di Viterbo al Comune di Tuscania e pertanto la passata Amministrazione guidata dall’allora Sindaco Cappelli, conoscendo perfettamente sia il progetto, che tutti i parametri imposti dalla normativa vigente, qualora ne avesse avuto le facoltà , avrebbe potuto già da allora impedire, che il medesimo impianto venisse approvato con esito positivo nelle varie Conferenze di Servizi, ove tra l’altro “… omissis…. si è potuto valutare il progetto presentato ed analizzate le possibili criticità in merito ai vari aspetti” omissis)

    -Per legge le Conferenze di Servizi sono l’unico strumento attraverso il quale è consentito esprimere i pareri da parte degli Enti partecipanti ed alle quali nella fattispecie hanno partecipato anche un assessore ed un tecnico comunale;

    -A seguito delle varie Conferenze dei Servizi, si riporta solo l’esito dell’ultima, in quanto le precedenti appartengono alla storia della Provincia, peraltro nota a chi porge la presente interrogazione, con Determinazione nr. 63/139/G del 24/02/2009 il Dirigente del Settore VIII dell’Assessorato Ambiente Servizio Energia della Provincia di Viterbo, ha chiuso il procedimento positivamente con prescrizioni;

    -Il Dirigente del Settore VIII della Provincia di Viterbo, pur avendo regolarmente concluso il procedimento, non è stato in grado di emettere il conseguente atto autorizzativo entro il 6/03/2009, termine fissato dalla ordinanza del Consiglio di Stato nr. 6319/08 , e quindi il Commissario ad Acta, già da esso nominato nella persona del Prefetto di Viterbo e per lui il Dott. Fabio Subissi , in ottemperanza alla medesima Ordinanza ha emesso l’Autorizzazione Unica pubblicata il 17 aprile 2009, che dal punto di vista tecnico e giuridico é in linea con quanto contenuto nella Determinazione Dirigenziale sopra citata;

    -Come risulta dall’Autorizzazione Unica l’impianto oggetto dell’istanza presentata alla Provincia di Viterbo dalla Società Bioenergia e Ambiente sri (già Tuscania Bioenergia sri) ha una potenza di 10 MW elettrici e 43,5 MW termici, pertanto non essendo considerato un grande impianto, la legge non lo assoggetta a V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale);

    -Essendo lo stesso impianto di potenza inferiore ai 50 MW termici ed utilizzando per la combustione esclusivamente materiale vegetale/legnoso, con esclusione categorica di ogni tipo di rifiuto, le proprie emissioni risultano rientrare nei valori imposti per tali impianti dal D.Lgs.vo 152/06 ed dal D.M 05/02/98;

    -Tra gli “Obiettivi di tutela e miglioramento della qualità del paesaggio” di cui all’Art.25 della Tabella A del nuovo PTPR, rientra anche la “valorizzazione energia rinnovabile”

    -Tra le prescrizioni contenute sia nella Determinazione Dirigenziale che nell’Autorizzazione Unica è fatto obbligo alla società di rispettare la distanza di 50 mt dal corso d’acqua classificato nella mappa catastale con linea tratteggiata ed individuato al nr. C056_0521

    -Nella fattispecie tali tipologie di corsi d’acqua , essendo “scoline”, sono rappresentati nelle mappe catastali con linea tratteggiata affiancata dalla freccia di scorrimento, onde, in base alla delibera di Giunta Regionale dei Lazio nr. 452 del i aprile 2005 comma 4, essi non hanno alcuna rilevanza paesaggistica;

    -La disposizione da ultimo citata infatti prevede: “ di escludere dal vincolo per irrilevanza paesaggistica, ai sensi del comma 3 delI’art 142 del D.Lgs 42/2004 e ai sensi delI’art. 7 comma 3 della L.R. 2/98: a) quale ulteriore specificazione della DGR n. 3721 del 6.7.1999, gli affluenti di primo ordine, o parte di essi, dei corsi d’acqua iscritti negli elenchi della provincia di Viterbo che nelle mappe catastali sono rappresentati graficamente con una singola linea continua o tratteggiata, affiancata dalla freccia di scorrimento’ pertanto le “scoline” insistenti di fatto sul terreno non hanno alcuna rilevanza paesaggistica

    - Al punto b) della Determina Dirigenziale e dell’Autorizzazione Unica tra le prescrizioni è espressamente riportato “ prima della messa in esercizio alla definizione : di adeguato piano di accordi relativo all’approvvigionamento della biomassa secondo il criterio di “filiera corta” con ésclusione di materiale assimilato a rifiuto ai sensi della parte IV del D.Lgs.152/06 e altro materiale che non sia di natura esclusivamente vegetale/legnosa vergine e non trattato chimicamente” omissis

    - In merito alla contrarietà alla realizzazione dell’impianto va stigmatizzato, che essa è stata espressa solo dalla passata amministrazione Cappelli con delibere nr. 45 dei 17/06/2006 e nr. 4 del 16/04/07 (quest’ultima votata solo dai 12 consiglieri di maggioranza), le cui motivazioni non erano affatto legate alla sua potenza, tanto che in base alle Ordinanze del Consiglio di Stato nr. 6426/07 e nr. 2603/2008, esse sono state ritenute “elementi non ostativi” alla conclusione dei procedimento, e risultando di fatto inadeguate e prive di fondamenti sia tecnici che giuridici, e quindi ininfluenti, ai fini del rilascio dell’Autorizzazione Unica, di fatto esse hanno generato un contenzioso e costosissime azioni legali a carico delle casse comunali
    -La convenzione approvata con delibera nr. 22 dei 18/05/2005 dalla passata amministrazione guidata dall’allora sindaco Peruzzi, prevedeva all’art. 3 l’obbligo della società di corrispondere al Comune di Tuscania, “a
    partire dall’entrata in esercizio ordinario dell’impianto, un contributo annuo pari a 0,0015 euro a KWh prodotto (KWh prodotti annualmente circa 80.000.000). L’importo sarà aggiornato ogni biennio in funzione delle variazioni del prezzo medio di vendita dell’elettricità dai dati ufficiali del GRNT e del AEEG”;

    -Con successiva deliberazione nr. 4 dei 16/04/2007 la passata amministrazione guidata dall’allora sindaco Cappelli ha invece revocato la precedente deliberazione di cui al paragrafo che precede
    - Il Commissario ad Acta nominato dal Consiglio di Stato con Ordinanza nr. 6319/08, ha rilasciato alla società Bioenergia e Ambiente SrI (già Tuscania Bioenergia Sri) l’Autorizzazione unica ai sensi ex art.12 D.L. nr.387/2003 per la costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica sopra citato;

    -Per effetto della deliberazione nr. 4 del 16/04/07 , il Comune di Tuscania non percepirà le somme che avrebbe invece avuto diritto di percepire se non fosse stata revocata la precedente deliberazione nr. 22 del 18/05/2005 , pertanto dalla deliberazione di revoca pocanzi citata, qualora la Corte dei Conti fosse chiamata ad intervenire, ne potrebbe derivare per il Comune di Tuscania un danno erariale, corrispondente al mancato entroito della somma di € 120.000,00 prevista dalla Convenzione originaria per ciascun anno di esercizio dell’impianto;

    -Tenendo conto che il provvedimento del Commissario ad Acta autorizza l’impianto per un periodo di trenta anni, la somma complessiva costituente il danno erariale ammonterebbe a circa € 3.600.000,00 (tremilioniseicentomila) (€ 120.000 x 30 anni) oltre interessi e rivalutazione dalle singole annualità, al cui risarcimento del danno suindicato potrebbe essere chiamata l’Amministrazione Comunale in carica all’epoca della adozione della deliberazione di revoca nr. 4 del 16/04/2007

    -Dalla stampa locale risulta essere già pendente presso il Tribunale di Viterbo una richiesta di risarcimento dei danni a carico della Provincia di Viterbo di circa 24 milioni di euro

    -In tale vicenda , l’attuale Amministrazione comunale pur non avendo generato alcun contenzioso legale, potrebbe essere suo malgrado chiamata in causa, a seguito dell’azione intrapresa dalla passata amministrazione Cappelli, che di fatto non ha potuto impedire il rilascio dell’Autorizzazione Unica per la realizzazione dell’impianto in questione e nel contempo non è riuscita a tutelare i cittadini da eventuali rivalse di carattere economico, causate dal perpetrare di posizioni assunte in modo del tutto irresponsabile ed in pieno contrasto con le politiche energetiche poste in essere dalla Comunità Europea e recepite dal Governo nel 2003 con il D.P.R. n. 387 e da ultima la Regione Lazio con la Legge Regionale n.6/2008, predispone e stanzia forme di incentivazione e contributo a coloro che, nella piena osservanza delle disposizioni impartite, realizzino tali impianti;
    ciò Dremesso, si risponde come segue:


    Quanto alla prima domanda: 23 aprile 2009;
    Quanto alla seconda domanda: l’amministrazione intende rispettare il contenuto e le prescrizioni di cui alla Determinazione Dirigenziale ed al successivo Atto autorizzativo;

    Quanto alla terza domanda: questa Amministrazione non ha intrapreso, e non intende intraprendere alcuna azione giudiziaria in quanto non appaiono sussistere gli elementi giuridici a supporto per poter contestare la decisione del Commissario ad Acta, senza incorrere nella serio rischio di dover subire una pesante azione risarcitoria;
    Quanto alla quarta domanda: si è già risposto nel punto che precede;
    Quanto alla quinta domanda: E’ prioritario moralmente e garantito dalle norme vigenti, l’interesse e l’obbligo di questa Amministrazione alla tutela della salute della popolazione, il rispetto del territorio e dell’ambiente, con l’applicazione di tutti i poteri dalle leggi conferite all’autorità comunale che a tal fine, scevra da strumentalizzazioni di sorta, valuterà attentamente ogni aspetto derivante dalla realizzazione di tale progetto ed ogni possibile sua ricaduta, nel rispetto delle leggi vigenti in materia, per non incorrere, come già accaduto nella passata amministrazione Cappelli, in errori che causerebbero altri ingenti costi alle casse Comunali e grave rischio di danno ai cittadini ed all’erario.

    REGINO BRACHETTI INSODDISFATTO DELLA RISPOSTA DEL SINDACO REPLICA:

    Prendo atto con insoddisfazione della risposta alla mia interrogazione del 28 agosto scorso, avente per argomento il progetto per una centrale a biomasse nel territorio di Tuscania.
    La considero insufficiente ed elusiva nel merito, contiene diverse inesattezze, ed è peraltro spiacevole il tono che in molte parti della risposta viene utilizzato, con un continuo riferimento a presunte o imminenti azioni legali risarcitorie che evidenzia un carattere oggettivamente intimidatorio ed estraneo a quello che dovrebbe essere un corretto confronto politico-amministrativo su una questione così rilevante per gli interessi attuali e le prospettive future di questo territorio e di questa comunità.
    Credo sia opportuno mettere in chiaro alcuni aspetti di questa vicenda per come realmente essa si è sviluppata, e non secondo la sintesi fatta nella sua risposta.

    1. L’Amministrazione Cappelli ha fin dalla sua prima riunione espresso un indirizzo nettamente contrario alla realizzazione della centrale, e questa posizione è stata immediatamente trasferita nella sede della conferenza di servizi, in quel momento alla sua seconda seduta dopo che la prima, precedente all’insediamento della Giunta Cappelli, si era conclusa con un rinvio per tutta una serie di problemi tecnico-procedurali e di pa rte ci p azione.  Pertanto, è completamente arbitrario e paradossale rimproverare l’Amministrazione guidata dal sindaco Cappelli per non aver impedito che l’impianto venisse approvato con esito positivo nelle varie conferenze di servizi.
    2. La decisione di contrastare la realizzazione della centrale non è nata da un capriccio dell’Amministrazione dell’epoca, ma da alcune serie e oggettive preoccupazioni, legate alle dimensioni del progetto, alla sua incomparabilità rispetto al livello normale delle iniziative di questo tipo, e ai rischi (che per parte nostra continuiamo a considerare tutt’altro che irrilevanti) di riflessi negativi per la vocazione e le caratteristiche agricole, turistico-ambientali, naturalistiche del nostro territorio, per la stessa rete viaria, che verrebbe attraversata con notevole frequenza da automezzi destinati al trasporto delle biomasse.  Peraltro, si tratta di un progetto chiaramente in contraddizione con gli indirizzi in tema di fonti energetiche alternative approvati con diversi atti dalla Provincia di Viterbo. Basti pensare soltanto alle “Linee Guida in materia di produzione di energia elettrica in cogenerazione da biomasse”, approvate dal Consiglio provinciale nella seduta del 6/2/2008, (e che costituisce, per espressa definizione, “Indirizzi per la formazione del parere provinciale nell’ambito della Conferenza di servizi ex art. 12 d.lgs. 387/2003”), dove vengono configurati i DAE (Distretti agro-energetici), con l’inserimento del Comune di Tuscania nel Distretto n. 6, in relazione al quale la delibera prevede una potenza massima autorizzabile per gli impianti di biomasse non superiore a 5,3 MW, che esattamente la metà della potenza del solo progetto in questione. Queste cose, l’Amministrazione passata ha cercato di evidenziare nelle diverse fasi del giudizio amministrativo, subendo involontariamente — bisogna dirlo- le conseguenze di alcune iniziative (condivise nella sostanza, ma probabilmente incongrue nella forma) degli uffici provinciali competenti, che hanno di fatto penalizzato un corretto e approfondito esame degli aspetti di merito del progetto (quali appunto quelli collegati alla dimensione della centrale, e alla compatibilità, tutt’altro che dimostrata, con il PTPR).
    3. Il contenzioso è stato ‘generato’, per usare l’espressione della sua risposta, dlle determinazioni della Provincia (inizialmente, e in ben due casi) contrarie —per motivazioni diverse- alla conclusione positiva della conferenza di servizi. Sono state queste determinazioni ad essere sospese in via cautelare dal Consiglio di Stato, dopo che in prima battuta —a dimostrazione della serietà delle posizioni espresse- il TAR Lazio aveva respinto il ricorso e l’istanza di sospensiva della società, anche perché —va ricordato- la stessa società, nella sua originaria conformazione, aveva sconfessato espressamente l’operato fino a quel momento del suo rappresentante per questo progetto.
    4. Quanto alle richieste di risarcimento, a parte l’inelegante sottolineatura di questa circostanza e finanche delle cifre (delle quali sorprende che questa Amministrazione si mostri così dettagliatamente informata), che appaiono assolutamente iperboliche (qui si potrebbe anche dire in modo colorito che “meriterebbero queste ultime la celebre espressione che il grande Totò riservava alle affermazioni diciamo così un po’ esagerate”), voglio solo ricordarle, e ricordare a me stesso e ai cittadini di Tuscania, che quando si opera in buona fede per una causa che si ritiene giusta per il territorio e la comunità, non si può, non si deve avere paura della forza degli interessi che si vanno a toccare. La passata Amministrazione ha espresso un indirizzo sostenuto da una larghissima maggioranza, superiore alla maggioranza politica del Consiglio appena eletto. Questa posizione non poteva che passare dalla revoca della precedente delibera consiliare. L’accusa di aver fatto perdere al Comune le somme previste nella convenzione, agitare lo spauracchio del danno erariale, è un’operazione davvero illogica e offensiva. Il Comune ha fatto una scelta, con consapevolezza e con la convinzione —motivata giuridicamente e dal punto di vista amministrativo- di operare per il territorio, per la difesa dei suoi interessi. Se un Comune dovesse decidere solo in base alla convenienza economica delle sue scelte, mi chiedo quale governo del territorio, ‘quale autonomia politico-amministrativa potrebbe mai esistere.  Nondimeno, va sottolineato che le decisioni che hanno bloccato e negato l’autorizzazione sono sempre venute dall’Amministrazione provinciale, che ha  – soprattutto la seconda volta-  utilizzato motivazioni completamente ulteriori rispetto alla semplice volontà negativa espressa dal Comune di Tuscania.  Per questo, la richiesta risarcitoria appare in sé nient’altro che una forzatura, e l’importo di cui si parla nella sua risposta un esercizio di fantasia, che troverà le adeguate risposte.
    5. Sappia, infatti, che nel Paese, tra la gente, continueremo la battaglia per verificare la piena legittimità del procedimento seguito per l’autorizzazione della centrale a biomasse, per dimostrare le contraddizioni e le inesattezze di un provvedimento autorizzativo che avrebbe meritato anche da parte di questa Amministrazione qualcosa di più della acritica e generica adesione che traspare dalla sua risposta.
  • CHIUDE IL POPOLARE SITO TOSCANELLA.IT L’AMMISTRATORE LUIGI PICA, SCRIVE A REGINO

    Pubblicato il settembre 20th, 2009 admin 3 commenti

    Caro Regino, noi ci conosciamo ad sempre, tuo padre e mio padre erano amici fraterni, noi siamo stati buoni amici, anche se ci siamo scontrati spesso in diversità di idee, anche in campagna elettorale del 2009 ho trovato un po’ oltranzista la tua posizione sulle Biomasse, oggi mi accorgo di essere stato disinformato sull’argomento, come lo è la maggior parte dei tuscanesi che non ha capito appieno il tuo grido d’allarme.

    Durante i tuoi interventi in campagna elettorale, la tua, mi sembrava una “fissa”: “No alle Biomasse”. Dio mio e che saranno mai? Per altre cose possiamo discutere, ma sulla biomassa ho finalmente capito dove volevi arrivare e perché lanciavi un messaggio così forte, conoscevi le possibili conseguenze.

    Noi non abbiamo bisogno di queste cose, la biomassa può essere deleteria per il Turismo a Tuscania, quel Turismo che può e deve essere la nostra futura ricchezza sul quale dobbiamo concentrare i nostri sforzi, la biomassa possiamo e dobbiamo combatterla.

    Questi della Bioenergia Ambiente srl, se hanno temuto un flebile sondaggio sulle biomasse pubblicato da Toscanella, diffidando l’amministratore del sito, figuriamoci se possono ignorare un referendum popolare della cittadinanza.

    Noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa per impedire questa installazione, e insieme a noi si deve aggregare il neo assessore Parroncini, io ci sarò a testimoniare quanto è successo a me e al mio sito (ma più che mio, dei tuscanesi).

    Io tornerò in Italia il 30 di settembre, in quel giorno, il sindaco dovrebbe aver risposto alla tua interrogazione, vedremo che cosa dice e i tuscanesi ci comporteremo di conseguenza. Ti ringrazio per aver espresso la tua solidarietà e il tuo incitamento a continuare con il mio sito.

    Ho saputo che qualcuno ha brindato alla chiusura di Toscanella, sono gli stessi che hanno brindato per la caduta di Cappelli? Non brindate troppo, l’alcool fa male e annebbia la vista, perché forse Toscanella chiude con l’amministrazione di Luigi Pica, ma potrebbe riaprire alla grande confortata da giovani menti che potranno continuare questo “spazio di libertà” forse ancor meglio di prima.

    Luigi Pica

    Tuscania  23 settembre 2009

    Caro Luigi,

    sono solidale con te, “padre” e “anima” di un sito internet da anni voce libera, e molto spesso scomoda, che si rivolge a una comunità cittadina in cui troppe volte le lacerazioni prevalgono sul confronto civile e democratico.

    Comprendo la tua amarezza: risulta difficile capire, infatti, il senso della diffida da te ricevuta, per aver pubblicato un sondaggio, quello sulla realizzazione di un impianto a biomasse a Tuscania, che certamente non aveva nessuna pretesa di rigore scientifico, ma che, viceversa, rappresentava uno strumento democratico per raccogliere opinioni su un argomento di stringente attualità per la città.

    Non sempre ho condiviso le tue scelte, e spesso sono stato oggetto delle tue “attenzioni”: ma sono comunque convinto che in questa vicenda, come in altre che riguardano presente e futuro di Tuscania, tu non abbia commesso nessun abuso, né alcuna violazione delle regole.

    Certo della legittimità del tuo operato, che è ispirato dall’amore per la nostra città, che ci accomuna, non posso che auspicare, quindi, che presto Toscanella.it torni ad essere la “Tribuna” della società civile sana di Tuscania.

    Con stima, Regino Brachetti

  • NESSUN MERITO DELL’AMMINISTRAZIONE NATALI PER I FINANZIAMENTI DELLE SCUOLE DI TUSCANIA

    Pubblicato il settembre 15th, 2009 admin Nessun commento

    img_4203“La sindrome da primi della classe ha fatto compiere un nuovo passo falso agli amministratori comunali di Tuscania. Stavolta ad incorrere nell’ennesimo autogol è il vice-sindaco Roberto Staccini, che preoccupato com’è di attribuire ad ogni costo la colpa della difficile situazione che stanno vivendo i cittadini alla giunta pugnalata alle spalle pure da qualche suo collega, non si rende nemmeno conto della brutta figura a cui va incontro. I finanziamenti per le scuole sbandierati dall’assessore, infatti, non sono altro che i contributi concessi per i progetti presentati dall’amministrazione da lui gratuitamente insultata. E insulti a parte, fin qui non ci sarebbe nulla di male: visti i tempi della burocrazia, si tratta del normale ciclo di erogazioni, che spesso vengono incassate dagli amministratori succeduti ai richiedenti. Il grave è che Staccini spaccia la questione come un successo della giunta Natali, sparando pure sui predecessori, ma salvando la gestione commissariale, guarda caso provocata anche da suoi illustri compagni di viaggio. Proseguendo nella serie di brutte figure, lo stesso parla a vanvera di lavori interrotti alle scuole elementari, dimenticando di ricordare chi li avrebbe dovuti completare, visto che l’amministrazione da lui incriminata non l’ha potuto fare, per colpa della fine traumatica della legislatura. Continuando nella sua vena miracolistica, passa a parlare della grave situazione delle casse comunali, (per inciso l’ultimo bilancio del Comune di Tuscania si è chiuso in sostanziale pareggio) ancora una volta scordandosi di dire che i suoi predecessori, in due anni, avevano portato il deficit comunale da oltre 600.000 euro a poco più di 200.000 (lasciamo stare, per carità di patria, i commenti sui soldi in bilancio per spese legali), e vagheggia di sviluppo turistico, omettendo che pure la famosa Carta Turistica, annunciata dal sindaco giorni fa, è frutto di un progetto promosso dalla precedente amministrazione, in collaborazione con la coop “Curunas”.

    Perla finale, è l’annuncio della realizzazione di una rotatoria, per sua ammissione opera fondamentale: peccato che anche questa sia stata progettata sempre all’epoca da lui vituperata. Insomma, l’incauto vice-sindaco, in preda alla foga accusatoria, dimentica ogni prudenza, finendo per fare una brutta figura colossale. Ma il peggio è che, per le ovvie ragioni di preservare qualche suo sodale, tenta di stendere un velo su uno dei periodi più bui della storia amministrativa tuscanese, quello del commissariamento, mistificando pure la realtà, cosa grave, per chi è chiamato a rappresentare le istituzioni”.

    E’ questa la replica del movimento civico “Patto per Tuscania” alle dichiarazioni del vice-sindaco Staccini riportate oggi dalla stampa.

  • I CITTADINI CHIEDONO SCUOLE PIU’ SICURE.

    Pubblicato il settembre 15th, 2009 admin Nessun commento

    img_4204Alla vigilia della riapertura delle scuole elementari e medie, gli occhi dei cittadini vanno all’istituto Ildovaldo Ridolfi, di viale Trieste, prossimo alla riapertura dei battenti. La costruzione, ricordo del ventennio fascista, fa da anni bella mostra di se nel bel mezzo di Viale Trieste, in quello che è divenuto il centro di Tuscania, lungimiranza dei costruttori che certo nel realizzare l’opera non avevano previsto la condizione disastrosa nella quale l’avrebbero lasciata scivolare i posteri. Quello che dovrebbe avere almeno la parvenza di un luogo sicuro, visto che dovrà accogliere al suo interno dei bambini che vi trascorreranno gran parte della loro giornata, ha l’aspetto di un palazzo abbandonato, quasi un rudere. L’aspetto esterno rende bene l’idea di quello che la struttura presenta all’interno. Nel palazzo si nascondono insidie e trabocchetti che ben poco hanno a che vedere con la sicurezza tanto affannosamente ricercata dalle famiglie nel crescere i figli. A partire dalle recinzioni in filo spinato, per finire ai cornicioni pericolanti che ci fanno chiedere se le transenne, opportunamente disposte, saranno sufficienti ad evitare spiacevoli inconvenienti vista la vivacità dei bambini. Molti genitori lamentano lo stato di degrado ancora all’interno della struttura, degrado che oltre a creare un ambiente poco idoneo per l’apprendimento può rappresentare causa di rischio per i più piccoli: vetri rotti, impianti elettrici fatiscenti. Le voci non sono delle più incoraggianti alla vigilia del nuovo anno scuole-002scolastico e rispecchiano il malumore di molti genitori stanchi dei continui problemi alla struttura che da anni intralciano il regolare svolgimento delle lezioni: la scuola si allaga, il tetto perde e fa temere per la sua stabilità, i riscaldamenti non funzionano, i vetri rotti, chiusi con la carta, non riparano dal freddo. Non si può certo dire che gli studenti di Tuscania vivano l’istruzione nel migliore dei modi, alla faccia di importanza della formazione, di scuole sostenibili, all’avanguardia ecc. Al di la dell’avanguardia  i cittadini di Tuscania si chiedono perché sia impossibile avere quantomeno una situazione di normalità e non una da simil- terzo mondo e si chiedono anche in caso di incidenti in chi andrebbe ricercata la responsabilità…. Dopo anni di inutili e costosi restauri è arrivato il momento di affrontare seriamente il problema “scuole”, argomento del quale si è molto parlato in campagna elettorale, è arrivato il momento di decidere una volta per tutte se restaurare completamente gli istituti esistenti o crearne, forse più opportunamente, di nuovi riqualificando i vecchi.  

    Valeria Sebastiani

  • IL SINDACO NATALI CONTINUERA’ AD A IRONIZZARE SUI PROBLEMI DEL PAESE??

    Pubblicato il settembre 14th, 2009 admin Nessun commento

     Le nostre segnalazioni sul degrado confermate dai disagi patiti dai cittadini
    ‘’E ora cosa farà il sindaco Natali?

    Continuerà con le sue ironie di pessimo gusto, alle quali abbiamo preferito non replicare, per non ridurre il confronto ad un bisticcio, come  lui voleva finisse; o, viceversa, comincerà a prendere sul serio certe questioni che assillano quotidianamente i cittadini, cercando magari anche di trovare le soluzioni adeguate. E’ quanto sostiene il movimento civico ‘’Patto per Tuscania’’, dopo che la stampa locale, sia cartacea, che on-line,  ha dato conto dei problemi provocati dal degrado urbano, a Tuscania.
    E sì perché quando siamo stati noi, a segnalare il degrado e l’abbandono che stanno deteriorando il tessuto urbano e i parchi di Tuscania, dentro e fuori le mura, il primo cittadino non ha trovato di meglio che cimentarsi in un monologo allusivo e abbastanza volgare, con cui, nella sostanza, a sostenuto la tesi secondo la quale ‘’tutto va bene, madama la marchesa’’, e che le nostre erano soltanto smanie di protagonismo. Ora che a denunciare, più o meno, le stesse cose sono i residenti nelle zone degradate, cosa farà il sindaco, comincerà ad insultare anche loro, o, invece, inizierà a prendere sul serio il disagio dei tanti che si trovano a convivere con questa situazione  prosegue la nota  cosa dirà, a coloro che protestano per le buche, per i selciati che saltano, per la sporcizia e gli escrementi dei cani (cosa, quest’ultima, che ha portato anche a iniziative solitarie, come certificato dal sito on-line Toscanella.it): che tutti hanno voglia di apparire? E quindi sceglierà di non  rispondere? In attesa di vedere gli sviluppi, per quanto ci riguarda non possiamo far altro che ribadire quanto già sostenuto, ovvero che occorre intervenire in maniera seria e urgente entro settembre, con un piano straordinario, e nel contempo rivedere appalti e incarichi con ditte e operatori incaricati di tali attività. Questo è ciò che serve, al di là delle facili ironie, che lasciamo volentieri a chi non ha argomenti più seri per dialogare chiude la nota del Patto per Tuscania.